Vomito e diarrea in cane e gatto? Possono dipendere da numerose cause ed evolvere in maniera differente. Parliamone…

Questi sintomi gastroenterici possono insorgere in maniera acuta, o anche rimanifestarsi acutamente o in modo intermittente in corso di affezioni croniche. L’evoluzione della sintomatologia dipende dalle diverse possibili cause.

Le possibili cause di diarrea

La diarrea può essere di diverse origini, tra cui:

  • dietetica
  • infettiva (come batterica o virale)
  • parassitaria
  • neoplastica
  • idiopatica

Vomito e diarrea nel cane e nel gattoIl vomito, invece, tra le cause più comuni riconosce:

  • cause dietetiche (indisposizioni dietetiche; intolleranze o allergie alimentari)
  • agenti tossici o farmaci (ingestione accidentale)
  • disturbi gastrici (come in caso di gastriti da helicobacter, o disordini della motilità, patologie chirurgiche, neoplasie)
  • disturbi addominali (come in caso di peritonite, pancreatite, disturbi intestinali, fino ai tumori)

Nel complesso, vomito e diarrea potranno essere acuti (solitamente, s’intende insorti da meno di 7 giorni) e cronici, rispetto all’andamento e alla modalità d’insorgenza.

Tra le cause, alcune alimentari di più facile risoluzione, come una semplice indisposizione per un cambio di alimentazione troppo repentino (mai farli troppo velocemente e senza la guida del veterinario!), o le cosiddette “palle di pelo” nel gatto, che si presentano tipicamente come un batuffolo tubolare di peli ingeriti. Tuttavia, in caso di mancata espulsione mediante il vomito, la situazione della palla di pelo si può complicare in veri e propri “tricobezoari”, ovvero concrezioni di pelo indurito che si fermano nello stomaco, poiché troppo voluminosi sia per essere vomitati che per procedere verso l’intestino. In questo caso potresti notare, ad esempio, che il tuo gatto estende il collo e sembra tossire, casomai emettendo solo del liquido e qualche pelo. Riferisci tutto al medico veterinario, in modo che possa prontamente valutare il da farsi.

Vomito e diarrea sono fenomeni correlati anche a ipersensibilità o allergie verso un dato alimento: mai come in questi casi sarà fondamentale il tuo aiuto nel riferire un’anamnesi alimentare dettagliata, sia pregressa che recente, al fine di permettere al veterinario di identificare ed escludere quell’alimento dalla dieta del cane o del gatto.

E se in casa o in giardino hai delle piante ornamentali, notificalo al veterinario: alcune, come dieffenbachia e cycas, sono tossiche per il pet, con sintomatologia anche gastroenterica, e richiedono un tempestivo intervento veterinario; analogamente, anche in caso d’ingestione accidentale di farmaci o copri estranei (oggetti non edibili) contatta subito il veterinario perché il fattore tempo è importante.

 Anche alcuni cibi possono essere tossici e dare sintomi gastroenterici come vomito e diarrea: avocado (per la tossina persina) e cioccolata (per la teobromina), ad esempio, o l’alliina contenuta in aglio e cipolla. Evita fuori pasto non previsti dal veterinario, onde non correre rischi e segnalane l’eventuale assunzione accidentale al veterinario.

Vomito e diarrea possono riconoscere anche cause non primariamente gastroenteriche, bensì metaboliche e sistemiche, come in caso di insufficienza renale, ad esempio, o di patologie endocrine.

Tra le gastroenteriti infettive, quelle dovute al parvovirus possono risultare fatali, soprattutto nei cuccioli, quali la parvovirosi del cane e la panleucopenia del gatto (più a rischio in canili o gattili affollati). Al fine di evitarne il contagio, è fondamentale la vaccinazione e rispettare i tempi dei protocolli previsti.

Il trattamento di vomito e diarrea

Solitamente, nell’arco delle prime 12-24 ore, il medico veterinario gestisce vomito e diarrea da causa aspecifica con una semplice terapia di supporto e con dosi ridotte acqua e cibo altamente digeribile. La dieta potrà essere casalinga o commerciale, anche con indicazioni “mirate” per problemi gastroenterici, e sarà possibile in questa fase integrare all’alimentazione degli appositi mangimi complementari, purché il tutto avvenga dietro parere veterinario. Si potrà intervenire anche correggendo la disidratazione mediante fluidoterapia e farmaci, laddove opportuni. Uno dei mangimi complementari a particolari fini nutrizionali per la riduzione dei disturbi acuti dell’assorbimento intestinale e successiva convalescenza è il Florentero Fast® di Candioli Pharma; in caso fosse necessario prolungare l’integrazione alimentare con un simbiotico, è possibile somministrare Florentero® ACT, ma sempre dietro parere medico veterinario.

Quando vomito e diarrea non rientrano rapidamente, il medico veterinario potrà procedere a esami di laboratorio o ad altre indagini diagnostiche, che aiutino la ricerca della causa. Si potrà trattare anche di una sintomatologia gastroenterica di pertinenza chirurgica, talvolta: ovviamente, in questi casi la sintomatologia non sarà autolimitante, bensì dovrà essere risolta in sala operatoria (ad esempio, come per ingestione di corpi estranei).

E le forme gastroenteriche croniche? In seno al gruppo delle malattie infiammatorie intestinali o IBD (intestinal bowel disease) è possibile che il cane o gatto mostrino vomito e diarrea, anoressia e malessere generale persistente o ricorrente. Ne esistono diverse forme e il medico veterinario valuterà la corretta gestione dell’IBD caso per caso (in base a specifiche tecniche anche dal punto di vista istopatologico).

Cosa puoi fare tu

Per la diagnosi clinica, in caso di vomito potrai aiutare non poco il medico veterinario, riferendo tutti i dettagli e permettendogli intanto di capire se si sia trattato di rigurgito, tosse oppure vomito. Sia il vomito che la diarrea potranno essere acuti o cronici (quando persistono da più di 1-2 settimane) e sarà importante, in anamnesi, anche riferire durata e frequenza degli episodi.

Sarà inoltre utile dire al veterinario se il vomito sia subentrato dopo oltre 8 ore dall’ingestione di cibo, perché in caso affermativo potrebbe trattarsi di un’alterazione della motilità gastrica, ad esempio e potrà essere un dato utile alla diagnosi. Riferisci anche eventuale presenza di sangue visibile sia nel vomito che nelle feci.

In alcuni casi, il vomito potrà essere sporadico e potrà essere più complesso capire se si tratti di una problematica acuta, cronica o intermittente. La tua collaborazione di proprietario sarà fondamentale nel fornire l’anamnesi completa, anche alimentare del pet, ricostruendo tutte le fasi del suo regime dietetico, anche quelle meno recenti.

Riferisci tutto al medico veterinario, anche l’eventuale assunzione, o anche solo il rischio che l’animale abbia ingerito farmaci o sostanze chimiche pericolose, o piante ornamentali tossiche per la sua specie. E se sai di avere un cane che mangia o rosicchia qualsiasi cosa, anche non edibile (nei cuccioli o in alcune razze canine in particolare è un accadimento frequente), non esitare a segnalarlo. Allo stesso modo, riferisci eventuali viaggi eseguiti da poco con il pet e, ovviamente, il suo stato vaccinale.

Dopo la raccolta dell’anamnesi, il medico veterinario procederà alla visita clinica completa, con gli esami di laboratorio e le indagini che riterrà più opportune al caso (da semplici esami del sangue fino all’endoscopia con biopsie).

Una volta emessa una diagnosi specifica, si procederà a una terapia specifica, medica o chirurgica, per quella determinata forma di sindrome gastroenterica.

Anche nella fase del trattamento, qualunque sia stata la diagnosi definitiva, la tua collaborazione è importante, non solo nel rispettare attentamente la terapia da somministrare e i controlli veterinari previsti, ma anche evitando iniziative fai-da-te. Considera che anche solo dei semplici fuori pasto non “autorizzati” potrebbero complicare il quadro clinico.

Attenzione alla prevenzione, in ogni caso, rispettando i tempi dei controlli veterinari previsti con annesse sverminazioni e vaccinazioni. Ricorda che la suscettibilità alle infezioni da parvovirus è strettamente correlata alla vaccinazione, che in questo tipo di gastroenteriti resta fondamentale.