Vedere il proprio cane con la diarrea è una situazione che preoccupa qualunque proprietario. In questo articolo ti aiuteremo a riconoscere i principali segnali da osservare, a capire quali situazioni richiedono maggiore attenzione e quali accorgimenti possono essere utili nell’attesa della visita veterinaria qualora fosse necessaria. La tranquillità di sapere come comportarsi è il primo passo per aiutare il tuo cane a stare meglio.
La diarrea nel cane è sempre preoccupante?
La risposta è no, ma è importante imparare a riconoscere le situazioni che richiedono maggiore attenzione.
La diarrea non è una malattia in sé, ma un sintomo: rappresenta la risposta dell’apparato gastrointestinale a una serie di possibili fattori scatenanti. Le feci diarroiche contengono una maggiore quantità di acqua e, oltre a essere più morbide o liquide, sono spesso più abbondanti e vengono emesse con una frequenza superiore al normale.
Fecal Score System
Il “Fecal Score”: la guida scientifica per capire la salute del tuo cane. In medicina veterinaria non ci si affida al caso: per monitorare la salute dell’apparato digerente dei nostri amici a quattro zampe si usa uno strumento standardizzato chiamato Fecal Score System. Si tratta di una vera e propria scala scientifica validata da studi pubblicati sul Journal of Small Animal Practice che valuta la consistenza delle feci.
Vediamo come funziona:
| Punteggio 1 | Feci dure | Si presentano come piccoli noduli asciutti e induriti. Se il tuo cane deve fare molto sforzo e le feci sembrano “palline” che non lasciano alcuna traccia a terra, potrebbe trattarsi di costipazione o disidratazione |
| Punteggio 2 | Feci ideali | Hanno una forma cilindrica e allungata, proporzionata alla taglia dell’animale. La consistenza è solida ma elastica. Il “test del sacchetto” non mente: una volta raccolte, non risultano eccessivamente pesanti e, soprattutto, non lasciano residui sul terreno |
| Punteggio 3 | Accettabili | Hanno ancora una forma a tronchetto e una superficie umida, ma la segmentazione è meno visibile. Si raccolgono bene, ma lasciano una leggera traccia sul prato |
| Punteggio 4 | Feci molli | Indica feci spugnose che perdono forma quando le raccogli |
| Punteggio 5 e 6 | Feci molli | Identificano masse pastose o cumuli informi che lasciano molto residuo a terra |
| Punteggio 7 | Diarrea | Feci completamente liquide e acquose, che formano una chiazza piatta sul terreno |
Se il tuo cane si stabilizza su un punteggio di 1 o naviga fisso tra il 5 e il 7 per più di 24-48 ore, significa che l’intestino ti sta mandando un SOS.
Cosa osservare quando il cane ha la diarrea
Con le informazioni corrette è possibile affrontare questo problema con maggiore serenità.
In base alla durata, la diarrea viene distinta in:
- Diarrea acuta, quando dura meno di 14 giorni. È la forma più frequente e, nella maggior parte dei casi, tende a risolversi spontaneamente o con una semplice terapia di supporto con un simbiotico, richiedendo accertamenti diagnostici minimi.
- Diarrea cronica, quando persiste oltre i 14 giorni. In questi casi individuarne la causa può essere più complesso e spesso è necessario un percorso diagnostico strutturato.
Anche le caratteristiche delle feci possono fornire indicazioni utili sulla possibile origine del disturbo fornendo informazioni preziose sull’origine della diarrea.
Ecco la tabella comparativa che schematizza le differenze cliniche tra il coinvolgimento dell’intestino tenue e del colon nel cane:
| Caratteristica Clinica | Intestino Tenue | Colon (Intestino Crasso) |
|---|---|---|
| Volume delle feci | Molto abbondante, spesso molto morbide o liquide | Piccole quantità per ogni evacuazione |
| Frequenza di evacuazione | Invariata o lievemente aumentata | Molto aumentata (4–10 volte al giorno) |
| Urgenza e sforzo (Tenesmo) | Assenti | Marcati (bisogno impellente e sforzo) |
| Presenza di muco | Rara/Assente | Frequente (aspetto gelatinoso o viscida) |
| Presenza di sangue | Sangue digerito (feci scure/nere) o untuose * | Sangue rosso vivo (fresco) |
| Variazione del peso | Perdita di peso (anche con buon appetito) | Peso generalmente stabile |
| Presenza di vomito | Più frequente / Ricorrente | Meno frequente / Occasionale |
| Segni associati | Meteorismo e aria nella pancia | Sforzi ripetuti senza produzione di feci |
* valutazione veterinaria tempestiva.
Ricorda: questi segnali sono utili per descrivere il problema al veterinario perché forniscono informazioni preziose per capire quale parte dell’intestino è coinvolta, quali esami siano più indicati e impostare il trattamento più appropriato.
Non sempre la distinzione è così netta: alcune malattie possono interessare contemporaneamente sia l’intestino tenue sia il colon, provocando una combinazione di sintomi.
Durante il controllo delle feci, oltre a consistenza, colore e frequenza, è importante verificare la presenza di elementi insoliti. Piccoli frammenti bianchi simili a chicchi di riso possono indicare la presenza di una tenia (Dipylidium caninum), mentre filamenti o vermi bianchi più lunghi sono segnale di altri parassiti come gli ascaridi. Se si notano questi segni, occorre raccogliere un campione di feci e consultare il veterinario per la diagnosi e la prescrizione di un antiparassitario mirato.
Cosa puoi fare nell’attesa del veterinario e cosa evitare
Se il cane è vigile e non presenta segni di allarme ecco alcuni semplici accorgimenti:
- Lascia sempre acqua fresca a disposizione, per ridurre il rischio di disidratazione.
- Osserva attentamente l’evoluzione dei sintomi.
Il digiuno è ancora la scelta migliore in queste prime fasi?
Per anni il “riposo intestinale” di 24-48 ore è stato lo standard terapeutico, ma le evidenze scientifiche recenti ne mettono in discussione la reale efficacia. Dalla rigenerazione della mucosa e del microbiota fino ai rischi specifici nei cuccioli (come ipoglicemia e disidratazione), il paradigma clinico sta cambiando a favore della reintroduzione precoce del cibo.
Di fronte a un episodio di diarrea acuta, la tentazione di agire d’impulso è forte, ma alcune abitudini molto diffuse rischiano di rivelarsi inutili o persino controproducenti.
Ricorda quattro semplici regole:
- non prolungare il digiuno senza indicazione del veterinario
- non somministrare antibiotici di tua iniziativa
- non considerare il pollo e riso una soluzione completa per tutti i casi, è preferibile seguire le indicazioni del veterinario e utilizzare una dieta adeguatamente formulata
- non avere fretta di tornare all’alimentazione abituale perché anche quando il cane sembra stare meglio, l’intestino ha bisogno di qualche giorno per recuperare completamente.
Nelle forme non complicate un approccio efficace consiste spesso nel mirare al ripristino dell’ecosistema intestinale con terapie di supporto al microbiota puntando quindi al raggiungimento di uno stato di normobiosi.
Prebiotici, probiotici e simbiotici: facciamo chiarezza!
Molte malattie, soprattutto quelle gastrointestinali, possono mettere a soqquadro quell’ecosistema di microrganismi che vivono nell’intestino. Quando i batteri “buoni” diminuiscono e l’equilibrio si rompe, ci troviamo di fronte alla cosiddetta disbiosi intestinale.
Come si cura questo squilibrio?
- dieta mirata
- uso di farmaci se consigliati dal veterinario,
- uso di tre grandi alleati: i prebiotici, i probiotici e i simbiotici.
Spesso facciamo confusione tra questi termini, ma per la salute del nostro cane ognuno ha un compito ben preciso. Vediamoli insieme:
- I prebiotici: non sono sostanze vive ma somministrate nelle quantità adeguate riescono ad arrivare nell’intestino resistendo all’acidità dello stomaco. Il loro scopo? Nutrire e far moltiplicare i cosiddetti “batteri buoni”.
- I probiotici: Sono microrganismi vivi e benefici (come i famosi Lactobacillus, Enterococcus faecium o il lievito Saccharomyces boulardii. Per funzionare devono superare indenni lo stomaco, colonizzare l’intestino e fare da scudo, togliendo spazio ai batteri cattivi. Ricorda: ogni problema vuole il suo ceppo specifico, quindi l’efficacia dipende sempre dalla scelta del prodotto giusto.
- Vengono definiti simbiotici) prodotti contenenti una combinazione di prebiotici e probiotici, fornendo dunque un duplice effetto benefico.
Per la supplementazione con simbiotici segui sempre le indicazioni del medico veterinario, anche per la modalità di utilizzo e di somministrazione.
Cause più comuni di diarrea
La diarrea non è una malattia ma un sintomo. Conoscere le possibili cause non serve a fare una diagnosi, ma aiuta a capire perché non esiste un unico trattamento valido per tutti i cani.
- Alimentazione: molti episodi di diarrea sono legati a ciò che il cane mangia: cambiamenti improvvisi della dieta, pasti troppo abbondanti, ingestione di cibo avariato, rifiuti o corpi estranei, intolleranze o allergie alimentari sono tra le cause più comuni.
- Infezioni: Virus, batteri e parassiti possono irritare l’apparato digerente e provocare diarrea, talvolta anche grave. Tra i principali responsabili troviamo parassiti intestinali (vermi e protozoi), batteri come Campylobacter, Clostridium e alcuni ceppi di Escherichia coli, virus come il parvovirus e il coronavirus canino.
- Farmaci e sostanze tossiche: anche alcuni farmaci o sostanze tossiche possono irritare l’intestino. Ad esempio: farmaci antinfiammatori, antibiotici e altri antimicrobici, farmaci chemioterapici, metalli pesanti e pesticidi, glicole etilenico, presente in alcuni liquidi antigelo.
- Stress e sistema nervoso: anche lo stress può influenzare l’apparato digerente. Paura, eccitazione, dolore o cambiamenti importanti nella routine possono favorire la comparsa della diarrea in alcuni cani.
- Ostruzioni intestinali e alterazioni della motilità: quando il contenuto dello stomaco o dell’intestino non riesce a procedere normalmente, possono comparire diarrea e altri sintomi gastrointestinali.
- Malattie di altri organi: non sempre la diarrea nasce da un problema intestinale. Anche malattie che interessano altri organi possono provocarla. Tra le principali troviamo:
- pancreatite;
- malattie del fegato;
- malattie dei reni;
- disturbi delle ghiandole surrenali (ipo- o iperadrenocorticismo);
- piometra;
- peritonite;
- chetoacidosi diabetica;
- tumori.
Come puoi vedere, le cause della diarrea sono davvero numerose. Sarà il veterinario, valutando la storia clinica del cane, la visita e gli eventuali esami diagnostici, a individuare la causa e il trattamento più appropriato.
Diarrea nel cucciolo: quando non aspettare
Accogliere un cucciolo in casa è un’esperienza ricca di emozioni, ma anche di tante piccole preoccupazioni e la diarrea è una di queste. Nella maggior parte dei casi si tratta di un episodio passeggero, dovuto a un cambio di alimentazione, allo stress del trasferimento nella nuova casa o a una lieve irritazione intestinale.
Tuttavia, è importante non sottovalutarla. Nei cuccioli, infatti, anche una diarrea che inizialmente sembra lieve può peggiorare rapidamente. Rispetto ad un cane adulto un cucciolo è più vulnerabile agli effetti della diarrea perché il loro organismo è ancora fragile per questo motivo, durante i primi mesi di vita è fondamentale osservare attentamente il proprio cucciolo e non esitare a contattare il veterinario se la diarrea è intensa, persistente o accompagnata da altri sintomi.
Se noti uno o più dei sintomi riportati di seguito, è importante contattare il veterinario il prima possibile per una valutazione:
- diarrea che persiste per più di 24 ore;
- sangue o abbondante muco nelle feci;
- vomito associato alla diarrea;
- abbattimento o marcata sonnolenza;
- perdita dell’appetito;
- rifiuto di bere;
- segni di disidratazione.
Una diagnosi precoce e un trattamento adeguato consentono nella maggior parte dei casi una rapida guarigione e riducono il rischio di complicanze.
Quando chiamare subito il veterinario
La diarrea è il segno più evidente di un disturbo intestinale, ma spesso non è l’unico. In alcuni casi, è possibile notare altri sintomi che possono comparire insieme alla diarrea oppure, talvolta, precederla o accompagnarla in modo meno evidente.
Tra i segnali più comuni da tenere sotto controllo ci sono:
- dolore o gonfiore addominale;
- rumori intestinali più intensi del normale (i cosiddetti borborigmi);
- vomito;
- disidratazione;
- aumento della sete;
- flatulenza eccessiva;
- alito cattivo;
- presenza di sangue rosso vivo nelle feci o feci molto scure, quasi nere;
- difficoltà o sforzo durante la defecazione;
- variazioni dell’appetito, che può aumentare oppure diminuire;
- perdita di peso, soprattutto se il problema persiste nel tempo.
Diarrea nel cane: come prevenirla con le buone abitudini quotidiane
Prevenire i fastidiosi problemi intestinali del nostro cane è più semplice di quanto sembri: spesso basta correggere piccoli gesti della nostra routine. Ecco le 4 regole d’oro per proteggere il suo pancino ogni giorno.
1. Attenzione ai “furti” di cibo (specialmente se hai anche un gatto!)
Il punto di partenza è una dieta su misura, studiata con il veterinario in base all’età del cane (un cucciolo ha esigenze diverse da un anziano!). I cani sono dei golosoni nati, ma dobbiamo fare attenzione a due grandi tentazioni:
- Le crocchette del gatto: Le esigenze nutritive di cani e gatti sono totalmente diverse. Se convivono in casa, un trucco infallibile è alzare le ciotole del micio su davanzali o mobili alti per evitare i furti del cane.
- I nostri avanzi: I piatti cucinati per noi umani contengono spesso ingredienti o condimenti dannosi per il loro apparato digerente. Meglio evitare!
2. Cambi di alimentazione? La parola d’ordine è gradualità
Sei a corto di crocchette e al negozio non trovi la solita marca? Niente panico, non serve girare cento negozi. L’importante è gestire il cambio con estrema cura.
Attenzione però: questa regola vale solo per i cani sani! Se il tuo peloso soffre di intolleranze particolari o se il veterinario ha prescritto una dieta specifica per motivi medici, non improvvisare e confrontati sempre con lui prima di cambiare marca.
Il nuovo cibo va presentato all’intestino poco alla volta, giorno dopo giorno, per dare il tempo alla flora batterica di abituarsi. Il passaggio deve durare circa una settimana: inizia aggiungendo solo una manciata delle nuove crocchette alle vecchie, aumentando la dose gradualmente fino alla sostituzione completa.
3. Non dimenticare i “nemici invisibili”: i parassiti
Una causa molto comune di diarrea è la presenza di parassiti intestinali. I nostri cani possono prenderli facilmente annusando o frequentando ambienti infestati durante le passeggiate. Per questo è fondamentale:
- Fare un’analisi delle feci periodica dal veterinario.
- Seguire i protocolli di sverminazione solo quando consigliato dal medico.
4. Anche i cani si stressano (e lo somatizzano!)
Proprio come succede a noi, lo stress è una causa scatenante di molti disturbi intestinali. I cani tendono a somatizzare le forti emozioni e le novità: un viaggio lungo, un trasloco o un cambio improvviso di ambiente possono scatenare attacchi di diarrea. Cerchiamo quindi di rendere questi passaggi il più pacifici e graduali possibile.
Affrontare la diarrea nel cane richiede attenzione, pazienza e la giusta informazione. Ricorda che non tutti gli episodi sono uguali e ciò che ha funzionato in passato potrebbe non essere la scelta corretta oggi.
La tentazione di ricorrere a rimedi veloci o al “fai-da-te” è forte. Tuttavia, la diarrea non è semplicemente un disturbo da bloccare a tutti i costi, ma un segnale che l’organismo ci invia.
Il tuo compito più importante è osservare, queste informazioni saranno preziose per il tuo veterinario di fiducia.